DOCUMENTARI - L'ERA FASCISTA 

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L’ERA FASCISTA

10 episodi x 30’

Bianco/Nero - Betacam SP/PAL con M&E - Italiano

L’Italia Pre-Fascista

Lo sviluppo economico e culturale dell’Italia alla fine del XIX e le forti differenze sociali tra nord e sud. Gli anni di Giolitti, la nascita delle associazioni operaie, i primi scioperi, la fondazione del Partito Socialista.

In questo difficile periodo della storia italiana emerge la figura di Benito Mussolini. Indiscusso leader socialista rivoluzionario, passa nel giro di qualche decennio ad una profonda trasformazione della sua personalità in senso interventista. Fonda il "Popolo d’Italia" e partecipa con onore alla Prima Guerra Mondiale, al cui termine dà vita al movimento fascista, opponendosi con violenza al tentativo delle sinistre di impadronirsi del potere.

Nasce il Fascismo

L’Italia, uscita vittoriosa dalla Grande Guerra, vede le sue aspettative deluse dalla Conferenza di Pace di Parigi. Cresce negli italiani il sentimento nazionalista; il 12 settembre 1919 D’Annunzio proclama solennemente l’annessione di Fiume.

Sono anni di disordini e di violenze: il confronto fra socialisti e fascisti determina un clima di grande tensione. Il 28 ottobre 1922 i fascisti marciano su Roma.

Il Re affida a Mussolini l’incarico di formare il nuovo governo.

Nasce il fascismo.

Verso la Dittatura

Nelle elezioni del 1924 i fascisti ottengono una vittoria schiacciante, ma Matteotti ne denuncia il clima di illegalità e di violenza. L’assassinio del deputato socialista il 10 giugno 1924 fa precipitare gli eventi. Mussolini instaura la dittatura nel Paese. Vengono promulgate le "leggi speciali", sciolti i partiti e le organizzazioni sindacali, soppressa la libertà di stampa.

Alcune iniziative in politica estera contribuiscono a dare al governo fascista un notevole prestigio. Il maggior successo viene ottenuto sul piano diplomatico con la Santa Sede: l’11 febbraio 1929 Mussolini e il cardinale Gasparri firmano i Patti Lateranensi, costituendo lo Stato della città del Vaticano.

Sul piano economico, l’aspirazione di Mussolini di fare dell’Italia una grande potenza si concretizza in iniziative di grande portata in campo industriale ed agricolo.

Conquiste e Primati

L’epoca fascista è caratterizzata da grandi imprese e memorabili successi in campo scientifico e sportivo, come mostrano le immagini di questo suggestivo documentario. In campo scientifico, Guglielmo Marconi apre la strada allo sviluppo delle comunicazioni via etere, vincendo il premio Nobel per la fisica. Le trasvolate di massa di Balbo e l’impresa del transatlantico Rex che nell’agosto 1933 conquista il "nastro azzurro" riscuotono dovunque ammirazione.

Le vittorie ai Mondiali di Calcio del ‘34 e ‘38 e alle Olimpiadi di Los Angeles; i grandi successi di Binda e Bartali nel ciclismo e di Nazzaro nell’automobilismo; i record stabiliti da Ferrarin, Del Prete e De Pinedo portano l’Italia alla ribalta nello scenario internazionale.

Ali Italiane Nel Mondo

Fin dagli albori dell’aviazione i cieli d’Italia sono testimoni di grandi avvenimenti che pongono il Paese all’avanguardia in campo aeronautico. I tecnici italiani si distinguono per intraprendenza e capacità, e l’industria aeronautica prospera, appoggiata anche da Mussolini che vede nell’aviazione un valido strumento per affermare il valore ed il prestigio nazionale. Negli anni ‘20 e ‘30 piloti e aerei italiani sono protagonisti di leggendarie imprese, entrate di diritto nella storia del volo, ma saranno i due grandi raid aerei di Italo Balbo (Italia-Brasile e Italia- USA) a sancire definitivamente il primato delle ali italiane nel mondo. Con immagini di grande valore storico vengono riproposte le fasi principali di queste due memorabili imprese.

Gli Anni del Consenso

Consolidatosi al potere, il Fascismo mette in atto una serie di iniziative per favorire lo sviluppo economico e industriale del Paese. Imponenti opere pubbliche e forti interventi per rilanciare settori strategici dell’economia riscuotono ampi consensi tra la popolazione e contribuiscono a fornire all’estero un’immagine laboriosa e ordinata dell’Italia. Anche in politica estera, la posizione moderata assunta da Mussolini, rafforza il ruolo dell’Italia tra le potenze europee e favorisce il generale clima di fiducia nei confronti del regime. L’intervento in Etiopia, pur condannato dalla Società delle Nazioni, riscuote una larga eco in Italia che così afferma il proprio ruolo di potenza militare. Sono anni di crescente benessere e di stabilità sociale che trovano riscontro in un diffuso consenso nella maggioranza degli italiani.

La Gioventu’ Italiana del Littorio

Il Fascismo ripose grande importanza nell’educazione giovanile sia per migliorare il livello culturale degli italiani, sia per esercitare un maggiore controllo sulle nuove generazioni ed infondere loro un sentimento di orgoglio nazionale. I giovani, dall’asilo all’Università, vennero inquadrati in organizzazioni suddivise in "manipoli", "centurie" e "legioni", come ai tempi dell’antica Roma: i Figli della Lupa, i Balilla, le Piccole Italiane, gli Avanguardisti, i Giovani Fascisti e i Gruppi Universitari Fascisti. Dopo l’Opera Nazionale Balilla nel 1937 fu costituita la Gioventù Italiana del Littorio - GIL - che mise subito in atto una serie di iniziative con scopi educativi ed assistenziali. Grandissima attenzione fu data inoltre all’educazione fisica e alla pratica sportiva quale espressione di un popolo forte e vigoroso, pronto a superare qualunque prova. Sotto questa spinta gli atleti italiani si fecero valere in molti campi delle sport e salirono alla ribalta internazionale.

Le Guerre di Etiopia e di Spagna

Gli anni ‘30 rappresentarono per il Fascismo l’apice del suo ciclo. In politica interna una ritrovata pace sociale e una serie di iniziative in campo economico favorirono lo sviluppo industriale del Paese. Ma fu in politica estera che Mussolini ottenne i migliori risultati. Prendendo spunto da alcuni incidenti scoppiati alla frontiera tra la Somalia Italiana e l’Etiopia, Mussolini invase l’Abissinia che in pochi mesi divenne italiana. A seguito di ciò la Società delle Nazioni decretò le sanzioni economiche contro l’Italia. Queste, però, non solo non ebbero effetti sull’economia italiana, ma contribuirono ad avvicinare Mussolini alla Germania nazista. Nel luglio del 1936 una rivolta militare guidata da Francisco Franco diede avvio alla guerra civile spagnola. Italia, Germania e Portogallo si allearono ai falangisti, mentre l’URSS e "brigate internazionali" di volontari appoggiarono il governo repubblicano. La guerra civile costò al paese iberico oltre un milione di morti.

L’Italia in Guerra

Con l’invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, ha inizio la Seconda Guerra Mondiale. L’Italia in un primo momento decide di non intervenire, ma i rapidi successi della Blitzkrieg convincono Mussolini che il conflitto sarà di breve durata e che con pochi sacrifici l’Italia potrà sedere al tavolo dei vincitori. Il 10 giugno 1940 Mussolini annuncia l’entrata in guerra. Le offensive dell’esercito italiano in Europa e in Africa si rivelano più difficili del previsto. In Grecia, la scarsità di mezzi e la mancanza di rifornimenti costringono le nostre truppe ad una logorante guerra di posizione che sarà risolta solo con il massiccio intervento tedesco. In Africa, dopo alterne vicende, i nostri soldati vengono sconfitti a El Alamenin e all’Amba Alagi. Anche la superiorità navale nel Mediterraneo viene meno, quando la Royal Navy schiera una imponente flotta di navi da guerra e portaerei. Il fallimento dell’Operazione Barbarosa costa all’Italia oltre 115.000 morti e, pochi mesi dopo la disfatta di Russia, le forze Alleate iniziano l’occupazione del Paese, con lo sbarco in Sicilia. Il 24 luglio 1943, in una drammatica seduta del Gran Consiglio del Fascismo, viene approvato un ordine del giorno contro il duce. Mussolini viene arrestato e Badoglio è nominato nuovo capo del governo.

La Repubblica Sociale

Nel 1943 le sorti della guerra volsero a deciso vantaggio delle Forze Alleate. La 7A Armata americana era da poco sbarcata in Sicilia quando la notte del 24 luglio 1943 il Gran Consiglio del Fascismo mise in minoranza Mussolini che fu arrestato e trasferito sul Gran Sasso. Il re nominò capo del governo il generale Badoglio il quale avviò le trattative con gli Alleati. L’armistizio dell’8 settembre spaccò l’Italia in due: nel Sud ormai libero si instaurò il governo Badoglio; nel nord, occupato dai tedeschi, nacque la Repubblica Sociale. Mussolini, liberato dalla prigionia, ne insediò il governo a Salò. Nei 20 mesi che seguirono l’Italia fu teatro di scontri fratricidi tra partigiani e forze della RSI, di vendette e rappresaglie, mentre infuriava la guerra tra le truppe Alleate e l’esercito tedesco attestato sulla linea Gotica.

Ma il Fascismo aveva i giorni contati e gli avvenimenti non tardarono a precipitare.